Arrivano i nonni - Lombardia - 5xMILLE ARCI
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arrivano i nonni

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fermi

“Arrivano i Nonni” è best practice sociale orientata a valorizzare la nuova longevità della nostra società come una preziosa risorsa per la collettività.

 

 

Ambito:
Nuovo welfare e politiche di promozione, di benessere e coesione sociale

Referente:
Ilaria scovazzi

“Arrivano i nonni”, una buona pratica sociale orientata a valorizzare esperienza, talenti, abilità delle persone ‘diversamente giovani’. Si tratta di un patrimonio prezioso, da trasmettere in modo ludico-educativo a bambini e bambine. Un’attività utile sia per ridare un ruolo sociale a chi per cause anagrafiche è spesso emarginato, sia per trasmettere saperi che altrimenti andrebbero perduti ai giovanissimi. I nonni/e  trascorrono un paio d’ore in una delle scuole che ha aderito al progetto e svolgono con i bambini attività che fanno parte della loro storia.  Ci sono i nonni/e artisti che propongono attività  di pittura o scultura; i nonni /e multilingue che propongono giochi e racconti nelle lingue del mondo; nonni/e atleti che insegnano attività motorie; FNonni/E danzatori per ballare insieme; nonni/e creativi per costruire oggetti riciclando; nonni/e botanici per scoprire il giardinaggio e la natura; nonni/e che amano raccontare.

Finora  sono stati coinvolti nel progetto 71 anziani, 42 scuole dell’infanzia, quasi 8mila bambini.

I Nonni/e trascorrono un paio d’ore (in mattinata) tutte le settimane nella scuola e svolgono con i bambini delle attività proposte dagli stessi Nonni e che appartengono alla loro storia:
Nonni e Nonne artiste per creare con tempere,acquarelli, creta e altro ancora;
Nonni e Nonne multilingue per giochi e racconti nelle lingue del mondo;
Nonni atleti per giocare e imparare come fare un’attività motoria;
Nonne Danzatrici per ballare in cerchio e imparare a stare insieme;
Nonne creative per i creazioni con stoffe e lane e tutti i materiali di riciclo;
Nonni costruttori per la creazione di giocattoli con gli oggetti di tutti i giorni;
Nonni e Nonne botanici per scoprire il giardinaggio e la natura;
Nonne che amano raccontare, fino alla lettura interpretata e al racconto per tutti.
 

Silvana Menni, 70 anni, la “nonna magica”
Nonna Silvana è diventata volontaria per “Arrivano i nonni” circa 5 anni fa.

Avevo letto del progetto da qualche parte, poi un’amica mi ha trascinata. Non avendo né figli né nipoti non pensavo assolutamente di essere adatta per questo tipo di esperienza. Poi però mi sono fatta coraggio e ho deciso di partire da quella che considero la mia ricchezza personale: il fatto di aver viaggiato e di conoscere tante lingue.La mia scelta si è quindi orientata sulle scuole dell’infanzia con la più alta percentuale di bambini stranieri iscritti (alcune all’epoca raggiungevano l’80%), spesso tra l’altro non in grado di parlare italiano. Lì ho iniziato a fare multilinguismo, proponendo ai bambini la lettura di alcune storie in tante lingue diverse, oppure dei viaggi immaginari con l’aiuto del mappamondo”.I bambini sono sorprendenti! Molti di loro hanno visto in me la nonna che non avevano vicino.. e mi hanno riempito d’affetto. Un bambino una volta, improvvisamente, mi ha detto ‘sai io sono felice che tu ci sia’.

Magda, una Nonna che ri-crea

“Nei nostri laboratori usiamo scatole e qualsiasi materiale adatto ad essere riciclato ed essere utilizzato in modo originale e inusuale rispetto all’uso quotidiano. L’ultimo laboratorio prevedeva la costruzione di una città chiamata “bimbilandia”.Loro, i bambini, hanno degli spunti bellissimi. Tu dai loro degli input e loro insegnano a noi come andare oltre, come mettersi in gioco e aprirsi a nuove soluzioni. Le loro parole, i loro giochi sono lampi di gioia che rendono la vita meno grigia. Ed è proprio nel fare le cose, nel momento del gioco, della relazione che si stabilisce tra noi e loro che si costruisce un ponte, una cerniera tra il piccolo e il grande, tra il prima e il dopo.

Quando l’anno scorso in uno dei laboratori abbiamo riciclato delle bottiglie di plastica per farne i vagoni di un treno un bambino mi ha chiesto: “ma questo come va? A benzina?”. Ecco noi, nonni talenti, bimbi talenti, nei nostri laboratori siamo alimentati a fantasia. Solo a fantasia.

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