Porco Rosso - Sicilia - 5XMILLE ARCI
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Porco Rosso

porcorosso
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Arci “Porco Rosso”, uno spazio che ambisce a essere laboratorio aperto di analisi sulle condizioni della nostra città

 

 

Ambito:

CULTURA / Diritti e buone pratiche culturali, educazione popolare / Antimafia sociale e legalità democratica

Referente:

Gabriele D’Amico

Pagina Facebook:

https://www.facebook.com/arciporcorosso/

 

Capitale delle culture, crocevia del Mediterraneo, ponte tra mondi distanti, così abbiamo sempre immaginato la nostra città.
Oggi purtroppo la realtà è molto diversa, Palermo è capoluogo di un avamposto di frontiera, periferia della periferia di un’Europa sempre più fortezza, una città che porta addosso le ferite dell’emigrazione vissuta come un’emergenza, stretta fra le scorie di decenni di malgoverno e il controllo mafioso del territorio.
In questi anni però c’è chi ha resistito; l’esperienza del Palermo Pride, decine di esperienze civiche di lotta alla mafia e di solidarietà sociale ci hanno mostrato che quelle catene possono essere distrutte, le associazioni che nei quartieri più in difficoltà lavorano affinché nessuno sia mai lasciato indietro, le decine di persone che danno corpo a storie di accoglienza che leniscono la vergogna delle troppe anime perse nel mare nostro, le centinaia di studenti che si agitano, si organizzano e studiano.
Da queste storie di cambiamento, dalla voglia di resistere e costruire nel profondo sud d’Europa, dalla necessità di non rassegnarsi all’isolamento nasce il Circolo Arci “Porco Rosso”, uno spazio che ambisce a essere laboratorio aperto di analisi sulle condizioni della nostra città, in cui le opinioni di coloro che condividono i valori su cui si fonda la rete Arci possano trovare cittadinanza, contaminarsi, essere diffuse.
Pensiamo sia il momento di trovare linguaggi nuovi, che contrastino la superficialità imperante che ha reso la discussione politica un affare in cui la strategia e la comunicazione diventano non un mezzo ma un fine. Un contesto che ha inquinato i pozzi e rischia di allontanare un’intera generazione dal dibattito politico. L’unico modo per liberarci è contaminarci, uscire da schemi predeterminati che dividono e portano all’autoreferenzialità.
Vogliamo rimettere in gioco le idee di tanti che, decidendo di non diventare tifosi delle tante piccole conventicole di potere cittadine, non hanno ancora perso le speranze di riprendere in mano il proprio destino dando il proprio contributo alla crescita della comunità. Lo vogliamo fare non solo con chi sta a Palermo ma lavorando insieme anche ai tanti che da Palermo sono dovuti andare via. Consapevoli però che il problema non è, come spesso descritto, il semplice fatto che dal Sud si viaggi e si progetti la propria vita altrove ma l’assenza di libertà dietro queste scelte. Un problema che, specularmente, si riflette nell’assenza di reciprocità, nel fatto che oggi la nostra città non è attrattiva per chi palermitano non è.

Pensiamo che costruire muri sia il modo peggiore per affrontare la crisi in atto, e che sia arrivato il momento di affrontare i nuovi razzismi ed i nuovi nazionalismi con determinazione, trovando nuove modalità e nuovi linguaggi che facciano uscire dalla retroguardia le idee di chi pensa che questa crisi trova le sue ragioni profonde nelle diseguaglianze e nella privazione dei diritti di fasce sempre più ampie della popolazione. In questo senso la difesa del diritto all’istruzione pubblica statale, del diritto di ognuno di costruire il proprio percorso di vita dove vuole, del diritto al lavoro, del diritto ad essere liberi dal bisogno non sono battaglie singole ma legate da un forte nesso comune.
Tutti diritti che oggi non vanno difesi ma riconquistati.
Abbiamo bisogno, per tutto questo, non solo di uno spazio fisico ma soprattutto di uno spazio immateriale, che dia cittadinanza a quei “pensieri lunghi” sul nostro mondo e sul nostro modello di sviluppo. Perché un maiale che non vola è solo un maiale.
I beneficiari della nostra opera sono chiunque voglia vivere da protagonista il proprio tempo e i conflitti sociali contemporanei, giovani precari, disoccupati, studenti, migranti riconosciuti come “illegali” e tutti coloro che incrociando il nostro percorso scelgano di arricchirlo e farlo proprio.
Ad oggi abbiamo creato un forte radicamento sociale nel quartiere di Ballarò; partecipazione alla fondazione del comitato di quartiere SOS Ballarò; rafforzamento della rete fra alcune attività culturali, politiche e sociali della città di Palermo, partecipazione e promozione di assemblee e spazi di organizzazione anche per cittadini emarginati e/o vittime dell’iniquità legislativa vigente; costituzione di un collettivo molto attivo nell’organizzazione di iniziative artistiche, musicali e culturali sempre legate alla promozione dei diritti sociali e civili e alla partecipazione politica in senso ampio.

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