Campi della legalità - 5x1000arci
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Campi della legalità

CAMPI
fermi

Si tratta di un’esperienza che nel suo complesso diventa fondamentale per dimostrare che, in quei luoghi costantemente mortificati e umiliati dalla mafia è possibile ricostruire una realtà sociale, economica e aggregativa fondata sulla legalità e sul rispetto della persona.

 

 

Ambito:

Antimafia sociale e legalità democratica

Sito web:

www.campidellalegalita.it

www.facebook.com/campidellalegalita

Da Giugno a Settembre vengono realizzati circa quaranta campi di lavoro e studio sui terreni confiscati alla mafia in: • Sicilia, • Calabria • Puglia, • Campania, • Veneto • Lombardia • Marche • Liguria • Piemonte che si svolgono secondo una modalità di formazione sul campo già ben sperimentata, con attività pratiche e attività di approfondimento teorico principalmente legate ai temi dell’antimafia e svolte attraverso incontri con testimoni privilegiati e con esponenti di associazioni che operano da lungo tempo nel settore dell’antimafia sociale, nonché momenti seminariali a cui danno il proprio contributo alcuni protagonisti delle lotte antimafia che in questi anni hanno operato nell’associazionismo, nelle istituzioni, nei movimenti, nei sindacati. Le attività concrete che i giovani intraprendono nel corso delle due settimane di durata tipo di un campo riguardano la coltivazione dei terreni, la raccolta dei prodotti, la lavorazione della vigna, stampa 3D, ecc… Si tratta di un’esperienza che nel suo complesso diventa momento fondamentale per dimostrare che, in quei luoghi costantemente mortificati e umiliati dalla mafia è possibile ricostruire una realtà sociale, economica e aggregativa fondata sulla legalità e sul rispetto della persona. Assieme ai ragazzi giovani provenienti da tutte le Regioni d’Italia, si prevede anche l’inserimento di ragazzi Il protagonismo dei volontari contribuisce alle attività di animazione territoriale fondamentale per il potenziamento delle relazioni e della rete sul territorio attraverso il racconto,la voglia di cambiare ed il sorriso dei ragazzi.

Il momento più bello del campo arriva quando tutti noi volontari portiamo finalmente a termine un grande murales sul terreno che abbiamo contribuito a sistemare, scrivendo “Terra di lavoro e dignità” a lettere cubitali e con colori sfavillanti, proprio come la piccola ma potente luce che abbiamo portato in quel luogo di tenebra e rassegnazione, con la nostra fatica e il nostro impegno, lasciando un segno indelebile del nostro passaggio e di ciò che questo percorso ha significato per noi. Un vero e proprio schiaffo morale ai camorristi e a ogni sorta di farabutto che con la forza e la prevaricazione ha fatto suo ciò che è di tutti, e che è quindi nostro legittimo diritto riscattare, pezzo dopo pezzo, arrivando fino al giorno in cui parlare di “terra dei fuochi” servirà solo a indicare il ricordo lontano di una cupa realtà che non ci apparterrà più.
Il ritorno a casa è più duro del previsto. Gli sguardi tristi, gli abbracci e le lacrime che rigano il viso fanno venire voglia di strappare il biglietto del treno e di restare, e queste mie stesse emozioni posso leggerle anche negli occhi dei miei compagni. Ci uniscono la promessa di non perderci di vista e il bagaglio di esperienze comuni vissute, che ognuno di noi riporterà e documenterà a suo modo quando sarà ritornato alla propria quotidianità, nel proprio piccolo mondo.

Un sorriso e tanta energia che rompa il muro di gomma delle omertà diffuse e riutilizzi i beni confiscati a favore della cittadinanza

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